E’ usanza della nostra scuola iniziare e terminare le lezioni con un saluto, come accade praticamente in tutte le arti marziali tradizionali. In questa maniera il tempo che sta fra il saluto iniziale e quello finale è ben delimitato: il tempo della lezione.

Il saluto è prima di tutto un segno di rispetto, dal maestro verso gli allievi e dagli allievi verso il maestro.
Ovviamente il gesto del saluto è iniziato dal maestro, gli allievi seguono.

Il gesto in sé prevede che dalla posizione eretta, piedi uniti, si portino prima di tutto i pugni leggermente chiusi ai fianchi (palmi verso l’alto); questa è la posizione di partenza del saluto.
La mano sinistra e la destra sono portate poi con un movimento circolare davanti al corpo, all’altezza del mento; la mano sinistra con le dita estese e vicine fra loro e la mano destra che resta a pugno. Il pugno destro si appoggia alla mano aperta sinistra, e contemporaneamente si esegue un leggeri inchino in avanti, con lo sguardo appena sopra le mani.
Poi si ritorna con i pugni ai fianchi e quindi si scioglie la posizione, tornando alla posizione di riposo.

La posizione delle mani ha un significato in sé: la mano destra chiusa a pugno rappresenta la forza, la volontà di combattere. Tutto questo però è controllato, guidato, dalla mano sinistra aperta a contenere il pugno, in altre parole la nostra  capacità di autocontrollo e la ricerca della pace controlla la nostra forza.

La posizione delle braccia forma un cerchio davanti a noi, come a simboleggiare l’unità fra i praticanti (maestro compreso).

Fin qui il movimento. Che però è tradizionalmente accompagnato da una frase, pronunciata in cinese.
All’inizio della lezione il maestro dice agli allievi “Buongiorno” e gli allievi rispondono; alla fine della lezione il maestro dice agli allievi “Arrivederci” e gli allievi replicano.

In cinese tutto questo come esce?

Saluto iniziale

Il maestro dice “tóng xué men hao” (che suona un po’… “tong sce men hao”). Il significato è per l’appunto “Allievi, buongiorno”.
Riporto una bella spiegazione trovata in rete di questo primo saluto: “La parola studente è formata da due ideogrammi di cui il secondo indica il concetto di scuola (a sua volta formato dal segno di bimbo sotto una protezione) seguiti dal carattere Men che indica il plurale a cui viene aggiunta la parola Buono (Hao) presente in tutte le formule di saluto”. Leggete la pagina da cui ho tratto questo testo, è molto interessante.

Gli allievi risponderanno con “lao shi hao” – ovvero “Maestro, buongiorno”. “Lao shi” sta per Maestro, letteralmente i due ideogrammi significano “Anziano Insegnante”. Foneticamente suona:

“Lao shi hao”

Saluto finale

Al termine della lezione, al saluto finale, avremo invece le formule “tóng xué men zài jiàn” (tong she men zai cien) pronunciata dal maestro mentre gli allievi andrano a rispondere con “lao shi zài jiàn” che foneticamente può essere scritto come:

“Lao shi zai cien”

Queste due frasi, come accennato sopra, significano “Allievi, arrivederci” e “Maestro, arrivederci”. Se volete “sentire” come suonano le due brevi frasi, le potete ascoltare qui sotto! (Thanks Monique per l’aiuto)

La spiegazione in forma scritta fa sembrare il tutto complicato… in realtà è tutto estremamente semplice!

Ci sono altri momenti della lezione nei quali viene usato il saluto (solo il movimento, ovviamente): ad esempio se si arriva a lezione qualche minuto in ritardo, si aspetta un momento adatto per “farsi notare” e si chiede l’autorizzazione ad entrare eseguendo semplicemente il saluto verso il maestro, che risponderà con lo stesso saluto per permettere l’ingresso.

Oppure, quando si fa un esercizio a due, è consuetudine eseguire il saluto reciproco fra i due praticanti all’inizio e alla fine dell’esercizio o dell’allenamento, come a ringraziarsi reciprocamente per questo lavoro in coppia.

Buona pratica a tutti!